This is a Radical Intention

Our projects promote a synergy between subjectivities by creating collaborative working groups that bring forth a common critical reflection.

Milano Radicale – A cura di Radical Intention + Caterina Iaquinta

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A partire da giugno 2011, Radical Intention, in collaborazione con Caterina Iaquinta, promuove Milano Radicale, un progetto articolato in tre fasi che intende attivare una riflessione sul concetto di radicalismo e su una sua possibile contestualizzazione nella produzione artistica contemporanea milanese.
La prima fase consiste in un ciclo  di quattro conferenze rivolto all’analisi delle strategie visive e compositive che, tra il ‘73 e il ‘79 a Milano, hanno caratterizzato una particolare produzione artistica in riferimento soprattutto a immagini fotografiche, uso di slogan e immagini pubblicitarie, murales e anche alcuni aspetti dell’immagine in movimento. Gli interventi di quattro protagonisti della scena milanese di quel periodo (Fernando De FilippiPaolo RosaGiovanni Rubino e Roberto Taroni), saranno seguiti da un gruppo di giovani artisti selezionati con l’obiettivo di avviare assieme a loro un percorso teorico e pratico che troverà nella seconda fase del progetto un momento di sperimentazione e condivisione laboratoriale nel contesto della residenza Corniolo Art Platform (agosto 2011) e infine si concluderà con una mostra collettiva (dicembre 2011 – gennaio 2012).
Il presupposto da cui il progetto ha preso avvio è l’idea di radicalismo, inteso come comportamento di opposizione e antagonismo. Se, infatti, nel corso degli anni Settanta numerosi processi artistici potevano essere definiti “radicali”, essi erano tali soprattutto perché nascevano in reazione a un potere considerato “nemico” e che attraverso il loro operato intendevano sovvertire, e perché una buona parte degli artisti attivi non potevano esimersi dal discutere nel loro operato alcune emergenze sul piano sociale e politico, creando così una discontinuità rispetto ai processi uniformati dell’arte. Se si considerano infatti alcune vicende artistiche che si sono susseguite a Milano tra il 1973 e il 1979, risulta come nell’arco di quegli anni il piano della contestazione e dell’impegno politico non era scollegato da quello della produzione artistica e culturale nella promozione di una funzione dell’arte come azione culturale, rivolta alla ridiscussione e ricostruzione dei codici visivi e spaziali, indicando in questo senso proprio la città di Milano come un esempio di “radicalismo” nel più ampio contesto europeo. Oggi, quando l’azione artistica è estranea a quella politica, l’arte non persegue più un antagonismo “mirato”, ne consegue che laddove persiste una sensibilità “radicale”, il radicalismo ha cambiato forma.
“Milano Radicale” vuole interrogare quali siano i luoghi e i metodi in cui la pratica artistica possa ancora esprimere un carattere radicale e quali siano le forme in cui questo aspetto si manifesta. Attraverso il riferimento al clima culturale degli anni Settanta milanesi, l’intento del progetto è quello di contribuire a un “aggiornamento” del concetto di radicalismo.

MILANO RADICALE
Curated By Radical Intention + Caterina Iaquinta

Milano Radicale is a project curated by Radical Intention in collaboration with Caterina Iaquinta that will start in June 2011 and will end with an exhibition in 2012. The project intends to start a critical reflection on the concept of radicalism and its possible contextualization in contemporary art in Milan.
The first step consists in four lectures held by four protagonists of a particular artistic production that took place between 1973 and 1979 in Milan (Fernando De FilippiPaolo RosaGiovanni RubinoRoberto Taroni). The lecturers will analyze visual and compositional strategies in reference to photography, to using slogans and to advertisement, to murals and to some aspects of the moving image. The lectures will be followed by a group of selected young artists, who will enhance a theoretical and practical process during the second phase of the project at Corniolo Art Platform (August 2011) by participating in a laboratory in which they will experiment and discuss the aftermath of the lectures. The project will end with a group show between the end 2011 and the beginning of 2012.
The assumption of the project is that the idea of radicalism is to be understood as an oppositional behavior and thus as antagonism. During the 1970’s many artistic processes could be defined as “radical” mainly because they were born in reaction to a power considered as a “enemy” that they intended to overthrow through their actions and because a good number of artists could not refrain from discussing their approach to social and political emergencies, thus creating discontinuity towards uniformed processes of art. Indeed, given some artistic events that have taken place in Milan between 1973 and 1979, while promoting art as a cultural action and aiming at re-discussing and reconstructing the visual codes and space, it is as if over those years the level of protest and political engagement was not disconnected from that of the artistic and cultural production. This process indicated brought the city of Milan to be an example of “radicalism” in the wider European context.Today, when the artistic action is sometimes alien to the political, art does not pursue a “targeted” antagonism, but a radical “feeling” is still present and radicalism has changed its forms of action.
“Milano Radicale” wants to question which places and which ways, and in what kind of artistic practice a radical nature can still be expressed, and what are the forms in which this issue occurs. Through a reference to the cultural climate of the seventies in Milan, the intent of the project is to contribute to an “update” of the concept of radicalism.

#1: Conferenze

8 | 15 | 22 | 29 giugno 2011 | ore 19
Medionauta | via Confalonieri 2 | Milano
Attraverso il coinvolgimento di alcuni protagonisti della scena artistica e culturale milanese come Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino e Roberto Taroni, il progetto Milano Radicale attiva un ciclo di conferenze in cui i relatori saranno invitati a commentare, analizzare e discutere, insieme agli artisti selezionati per la residenza della fase successiva e al pubblico, alcune opere visive prodotte da loro stessi o in collaborazione durante gli anni Settanta. L’intento è qui quello di ridiscutere metodi e strategie ricorrenti nella pratiche artistiche degli anni Settanta e fare così della riflessione artistica sull’immagine un pretesto per sondare l’eredità di quelle pratiche nella produzione artistica e culturale cittadina attuale.

Paolo Rosa  

2_conference_paolorosa@medionautaPaolo Rosa insieme a Tullio Brunone, Giovanni Columbu, Claudio Guenzani e Ettore Pasculli, è stato un esponente del Laboratorio di Comunicazione Militante, attivo dal 1975 al 1979; nel 1976 il gruppo occupò la Chiesa di San Carpoforo a Milano, trasformandola in centro culturale autogestito: la Fabbrica di Comunicazione Militante. Con la mostra “Strategia d’informazione” (Rotonda della Besana, Milano, 1976; Casa del Mantegna, Mantova, 1977) il Laboratorio volle mettere in discussione il potere delle immagini massmediatiche, sottoponendole a un vero e proprio processo “decostruttivo”: inquadratura, illuminazione, uso della retinatura, posa dei soggetti ritratti, venivano ricombinati per dimostrare di volta in volta la fallacia della resa visiva. Il video Facce di festa, girato nel 1980 – una riflessione su un frammento di realtà giovanile dispersa e in cerca di nuovi riferimenti – ha segnato lo scioglimento del Laboratorio e la nascita di Studio Azzurro, gruppo fondato nel 1982 da Paolo Rosa, Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi.

Roberto Taroni 

img_1750.jpgRoberto Taroni fondatore, nel 1977, di Sixto Notes. Ha ideato e curato nel 1981 “Sonorità Prospettiche”, una mostra sui rapporti tra Suono e Ambiente. Le sue opere sono state presentate all’interno di Manifestazioni internazionali quali la Biennale di Venezia, la “Settimana Internazionale della Performance” di Bologna, il “Symposium Internationale d’Art Performance” di Lione, “Forum ‘80” a Middelburg, “Anni ‘90” a Bologna, “Arte Italiana 1960-1982” a Londra, e in Gallerie private internazionali e in Musei quali il Centre Pompidou di Parigi, il Koelnischer Kunstverein di Colonia, il Folkwang Museum di Essen, l’ELAC di Lyon, il Wexner Center for the Arts di Columbus, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e il PAC di Milano. Protagonista della Performance Art  e della Video Art internazionali a partire dalla fine degli anni ‘70, ha costruito il suo percorso artistico attraverso mostre, istallazioni, ambienti, performance e video, che  mettono costantemente in relazione l’Arte Visiva con le altre discipline artistiche.

Fernando De Filippi

l'immagine è tratta da: "Brera Flash", anno 3, num.10 (ottobre 1979) Fernando de Filippi, Slogan, affissione 1976

l’immagine è tratta da: “Brera Flash”, anno 3, num.10 (ottobre 1979) Fernando de Filippi, Slogan, affissione 1976

Fernando De Filippi ha tenuto tra il 1973 e il 1980 il Corso di Tecniche Grafiche Speciali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano); gli allievi del laboratorio, costituitisi in collettivo, concepirono e stamparono la maggior parte delle icone e slogan utilizzate nei cortei milanesi di quegli anni e che hanno accompagnato la contestazione degli anni Settanta. Ha partecipato a numerose mostre tra cui “Testuale. Le parole e le immagini” (Milano, 1979), nella quale presentò striscioni e manifesti collocati in tutta la città che riportavano testi tratti dagli Scritti sull’arte di Marx e altri scritti dello stesso De Filippi, alle edizioni della Biennale di Venezia del 1970, 1972, 1976, 1978 e 1980 e alla Quadriennale di Roma nel 1965, 1972 e 1986. È stato direttore dell’Accademia di Brera.

Giovanni Rubino

_MG_8479Giovanni Rubino è stato tra le figure catalizzatrici del Collettivo Autonomo Pittori di Porta Ticinese. Ha organizzato numerose mostre ed eventi in spazi pubblici, tra cui la serie della “Mostra incessante per il Cile” (Milano, 1973-76; nata in seguito al colpo di stato di Pinochet, la mostra rappresentò il momento di maggior adesione del Collettivo di Porta Ticinese e vide il susseguirsi di numerosi interventi, principalmente nella Galleria di Porta Ticinese di Gigliola Rovasino, fino al suo atto conclusivo alla Rotonda della Besana nel 1977) e la mostra/convegno “Un po’ poetico, un po’ politico” (Milano/Pavia, 1979; la mostra e il convegno, con l’esplicito riferimento alla sfera del “poetico”, videro l’affacciarsi del tema della sconfitta politica e della figura dell’ “artista-eroe” che segnerà tutti gli anni Ottanta). Nel 1976 partecipò alla sezione italiana della Biennale di Venezia dedicata all’Ambiente come sociale, a cura di Enrico Crispolti.

# 1: Lectures

8 | 15 | 22 | 29 June 2011 | 7 pm
Medionauta | Via Confalonieri 2 | Milan
Through the involvement of some of the key figures in the artistic and cultural scene in Milan such as Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino, and Roberto Taroni, the Milano Radicale project enhances a series of conferences in which the speakers will be invited to comment, analyze and discuss together with artists selected for the residency and the audience, some visual works they produced or collaborated on during the seventies. The intent here is to re-examine methods and strategies that often occurred in artistic practices during that time, in order to reflect on the image, used here as a pretext to explore the legacy of those years in artistic and cultural production today.

Paolo Rosa along with Tullio Brunone, Giovanni Columbu, Claudio Guenzani and Ettore Pasculli, was a member of the Laboratorio di Comunicazione Militante, a group that was active from 1975 to 1979, and in 1976 they occupied the Church of San Carpoforo in Milan, transforming it into a self-organized cultural center called la Fabbrica di Comunicazione Militante. Thanks to the exhibition “Strategia d’informazione” ” (Rotonda della Besana, Milan, 1976, Casa del Mantegna, Mantova, 1977), the Laboratory would call into question the power of mass media images, subjecting them to a real process of “deconstruction”: framing, lighting, the use of screening, staging the subjects were all recombined actions that revealed the fallacy of visual quality. The video, Facce di festa, filmed in 1980 – a reflection on a lost youth in search for new references – marked the dissolution of the group and the birth of Studio Azzurro, a group founded in 1982 by Paolo Rosa, Fabio Cirifino and Leonardo Sangiorgi. 

Roberto Taroni founded Sixto Notes in 1977. In 1981 he created and organized, “Sonorità Prospettiche” an exhibition on the relationship between sound and environment. His works have been presented in international events like the Venice Biennale, the “International Week of Performance” of Bologna, the “Symposium Internationale d’Art Performance” in Lyon, “Forum ’80” in Middelburg, “Anni ’90” in Bologna, “Italian Art 1960-1982” in London and in private galleries and in international museums such as the Centre Pompidou in Paris, the Koelnischer Kunstverein in Cologne, the Folkwang Museum in Essen, the ELAC of Lyon, Wexner Center for the Arts in Columbus, the National Gallery of Modern Art in Rome and the PAC in Milan. He is a protagonist of International Performance and Video Art of the late ’70s, he built his artistic exhibitions, installations, environments, performances and videos, which constantly created a relation between Visual Arts and other artistic disciplines.

Fernando De Filippi held the course of special graphic techniques between 1973 and 1980 at the Accademia di Belle Arti di Brera (Milan); the students formed a collective and helped the challenge of the seventies movement by conceiving most of the icons and printing the slogans used in demonstrations throughout those years in Milan. He has participated in numerous exhibitions, including “Testuale. Le parole e le immagini” (Milan, 1979), during which he  placed banners and posters that represented extracts from Writings on Art by Marx and other writings by De Filippi himself, throughout the city. He also participated in the Venice Biennale in 1970, 1972, 1976, 1978 and 1980 and in the Quadrennial in Rome in 1965, 1972 and 1986. It was also Dean of the Accademia di Brera.

Giovanni Rubino was a catalyst figure amongst those from the Collettivo Autonomo Pittori di Porta Ticinese. He organized numerous exhibitions and events in public spaces, including the “Mostra incessante per il Cile” (Milan, 1973-76): the show started after the coup of Pinochet and represented the greatest moment of participation to the Collettivo di Porta Ticinese and saw a succession of several interventions, mainly in Gigliola Rovasino’s Galleria di Porta Ticinese, until its final act at the Rotonda della Besana in 1977. He also organized the exhibition / conference “Un po’ poetico, un po’ politico” (Milan, Italy / Pavia, 1979), which by referring specifically to the “poetic” sphere, it reflected on the theme of political defeat and the figure of the ‘artist-hero” that will mark the art in the Eighties. In 1976 he participated in the Italian section of the Venice Biennale dedicated to “Ambiente come sociale”, curated by Enrico Crispolti.

#2: Milano Radicale Residency @ Corniolo Art Platform

IMG_0870Dall‘1 al 10 agosto Corniolo Art Platform Residency Program  ospita Radical Intention col progetto “Milano Radicale”. Il fine della residenza Corniolo Art Platform è quello di creare un network di associazioni, realtà artistiche e artisti in continua espansione su piano nazionale e internazionale. Le realtà coinvolte si alternano, creando momenti di incontro e interazione nell’arco dell’anno. La residenza si rivolge a tutte quelle realtà che hanno nell’interazione e nella promozione della arti contemporanee, la base della propria ricerca.Per la prima edizione della residenza, Radical Intention propone la seconda fase del progetto Milano Radicale: un momento di laboratorio in cui si svilupperanno collettivamente le idee attorno alla fase finale di mostra che si terrà a Milano nel 2012. Gli artisti in residenza Emanuele Braga & Maddalena Fragnito, Angelo Castucci, Tommaso Garner, Tara Kaboli, Iacopo Seri, Giulia Ticozzi e Claudia Ventola  si confronteranno con Radical Intention per discutere le questioni emerse durante la prima fase, in cui il gruppo ha incontrato Fernando de Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino e Roberto Taroni. A partire da una riflessione critica si cercherà di indentficare l’eredità utile a capire il senso del radicalismo oggi rispetto alle pratiche artistiche contemporanee.

#3: Milano Radicale Exhibition @ Liceo Artistico Caravaggio
16 aprile ore 18,30 opening
Mostra dal 16 aprile al 31 maggio 2012

ANGELO CASTUCCI, TARA KABOLI, MARIA PECCHIOLI, RHAZE, IACOPO SERI, GIULIA TICOZZI, CLAUDIA VENTOLA
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Milano Radicale è un progetto in più fasi curato da Radical Intention + Caterina Iaquinta iniziato a giugno 2011. Arrivato alla sua terza e ultima fase, il progetto promuove una mostra e laboratori con Angelo Castucci, Tara Kaboli, Maria Pecchioli, Rhaze, Iacopo Seri, Giulia Ticozzi, Claudia Ventola. La mostra si terrà dal 16 Aprile al 31 Maggio presso il Liceo Artistico Caravaggio. Il presupposto da cui il progetto ha preso avvio è l’idea di radicalismo, inteso come comportamento di opposizione e antagonismo. Se, infatti, nel corso degli anni Settanta numerosi processi artistici potevano essere definiti “radicali”, essi erano tali soprattutto perché nascevano in reazione a un potere considerato “nemico” e che attraverso il loro operato intendevano sovvertire. Inoltre per il fatto che una buona parte degli artisti attivi in quel contesto non poteva esimersi dal discutere nel proprio lavoro di alcune emergenze sul piano sociale e politico, questo creava una discontinuità rispetto ai processi uniformati dell’arte. In particolare se si considerano alcune vicende artistiche che si sono susseguite a Milano tra il 1973 e il 1979, risulta come nell’arco di quegli anni il piano della contestazione e dell’impegno politico non era scollegato da quello della produzione artistica e culturale nella promozione di una funzione dell’arte come azione culturale, rivolta alla ridiscussione e ricostruzione dei codici visivi e spaziali, indicando in questo senso proprio la città di Milano come un esempio di “radicalismo” nel più ampio contesto europeo. In occasione del momento espositivo sono stati organizzati laboratori per sollecitare la partecipazione e collaborazione degli studenti del Liceo Artistico Caravaggio nella realizzazione delle opere in mostra.
La mostra “Milano Radicale” è dunque il risultato di circa un anno di lavoro e ricerca sui luoghi e i metodi con cui la pratica artistica può ancora esprimere un carattere radicale e su quali siano le forme con cui questo aspetto si manifesta. Calata nel contesto educativo di un Liceo Artistico, la mostra restituisce un senso collettivo al termine “radicale”. Maria Pecchioli, Giulia Ticozzi e Claudia Ventola ragionano sull’eredità dell’immaginario attraverso strategie visive e installazioni audio. Iacopo Seri si pone in una modalità partecipativa dando la possibilità agli spettatori di sognare ancora una volta utopisticamente. Angelo Castucci ragiona sull’attualità della figura di Don Milani attraverso una ricerca sulla scuola di Barbiana nel Mugello in Toscana e attiva un ragionamento con gli studenti su “Lettera ad una professoressa” (1967). Tara Kaboli mette confronto due culture occidentale e medio-orientale attraverso una semplice domanda “Cosa significa radicale?” e Rhaze riflette visivamente e concettualmente sulle possibilità politiche del corpo, del gruppo e la libertà d’espressione. Nel percorso espositivo emerge il valore della diversità e del lavoro collaborativo come un tratto comune agli artisti coinvolti. L’attivazione di pratiche collettive di produzione e riflessione diventa così segno di un atteggiamento che oggi si può definire “radicale”. La molteplicità dell’interpretazione diviene forma estetica rappresentata dalla partecipazione attiva e dalla condivisione del sapere. Milano Radicale non aggiunge, ma apre il termine “radicale” alle molte forme che esso può assumere per la generazione di ieri, quella di oggi e quella del domani, con l’intenzione di sottolineare la complessità che il termine nasconde ma liberandolo da forme e strutture ideologiche costrittive.
L’inaugurazione della mostra sarà seguita da un incontro pubblico e una performance, per poi concludersi in una pubblicazione con progetto grafico di Beto Shwafaty disponibile on-line a partire da giungo 2012. La produzione dei lavori in mostra è stata coprodotto da volontari che hanno sostenuto il progetto Milano Radicale sul sito http://www.produzionidalbasso.com

Programma

15 maggio ore 18 performance di Maria Pecchioli e gli studenti del Liceo Artistico Caravaggio
La performance di Maria Pecchioli “Reenactment of Spontaneous Music Concert”, ripropone l’azione realizzata da Demetrio Sratos, Patrizio Fariselli degli Area con Eugenio Finardi  durante il laboratorio alla scuola media di Cinisello Balsamo nel  1975. Il pubblico è invitato ad un Concerto di Musica Spontanea che coinvolge un gruppo di studenti e 10 kg di mele. Una riflessione a più voci sulla necessità e la volontà di essere attivi nel proprio tempo come artisti e sull’analisi dell’essere radicali nei linguaggi e nei contenuti.

15 maggio ore 19 incontro con Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino, Roberto Lucca Taroni, e Ugo La Pietra e gli artisti di MILANO RADICALE, moderato da Caterina Iaquinta e Aria Spinelli
In occasione della mostra Milano Radicale, Radical Intention assieme a Caterina Iaquinta presenta una performance di Maria Pecchioli e un incontro con  Paolo Rosa, Giovanni Rubino, Fernando De Filippi, Roberto Lucca Taroni, protagonisti del periodo radicale milanese 1973 – 1979 e gli artisti in mostra Angelo Castucci, Tara Kaboli, Maria Pecchioli, Rhaze, Giulia Ticozzi, Claudia Ventola. Questo momento pubblico di dialogo vede inoltre l’importante contributo di Ugo La Pietra. Con la rinnovata presenza di importanti testimoni e protagonisti del periodo 1973-1979 a Milano, questa occasione vuole trasformarsi in un dialogo articolato su un piano comune di conversazione. Sarà un momento di analisi della produzione e della pratica artistica e analisi sulla mancanza e necessità di affrontare alcuni momenti del dibattito storico del periodo in questione. La complessità dei temi storici viene affrontata attraverso l’individuazione di tre aspetti cruciali che caratterizzano le vicende del passato: l’influenza e il supporto dell’ideologia nella pratica artistica, il rapporto positivo con il consenso sociale, la pratica artistica autonoma intesa come azione politica. Questi sono i presupposti per un’analisi sullo sviluppo dei lavori e la loro contestualizzazione espositiva,  e sull’importanza dei  laboratori attivati. Come tutto questo oggi è stato assimilato? È pensabile una continuità tra l’impostazione “del fare” che ha caratterizzato circa un ventennio (’60-’80) e la ricerca artistica contemporanea? Come si è tasformato il senso della parola “radicale”  da quel momento ad oggi?

#3: MILANO RADICALE EXHIBITION @ LICEO ARTISTICO CARAVAGGIO 
Opening: Monday April 16th at 6 pm.
from 16th of April to the 31st of May 2012

ANGELO CASTUCCI, TARA KABOLI, MARIA PECCHIOLI, RHAZE, IACOPO SERI, GIULIA TICOZZI, CLAUDIA VENTOLA
Milano Radicale is a yearlong project curated by Radical Intention and Caterina Iaquinta that began in June 2011. For the third and final phase, the project promotes an exhibition and workshops with Angelo Castucci, Tara Kaboli, Maria Pecchioli, Rhaze, Iacopo Seri, Giulia Ticozzi, Claudia Ventola. The exhibition will be held from April 16th to May 31st at the Caravaggio Art School in Milan.
The notion of radicalism as oppositional behavior and antagonism is used here as a theoretical assumption. If, in fact, during the seventies, numerous artistic processes could be referred to as “radical”, it was mainly because they were reactionary towards an “inimical” notion of power that was to be overthrown through practice. In this context, a good number of working artists could not refrain from discussing how their practices were engaged with social and political emergencies, thus creating a gap with standardized processes of art. If we are to take into consideration the art events that took place in Milan between 1973 and 1979, its noticeable how as a result of those years not only the did the level of the political dispute become highly connected to that of artistic and cultural production, but art was also promoted as functional to cultural activity, aiming at reconsidering and reconstructing spatial and visual codes. This brought the city of Milan to be considered as home to an example of “radicalism” within the wider European context.For the final stage, in order solicit students at the Caravaggio Art School, Radical Intention organized workshops in which the artworks on display were collectively and cooperatively produced.
The exhibition “Milano Radicale” is thus the result of nearly a year of production and research on sites and methods in which the artistic practice can still express a radical character and on how such issues arise within aesthetic questioning. Within the educational context of an Art school, the exhibition expresses a collective sense of the term  “radical.” Maria Pecchioli, Giulia Ticozzi and Claudia Ventola reflect on the inheritance of certain strategies by creating new visual imagery and audio installations. Iacopo Seri enhances a participatory activity, which helps viewers dream once again about utopia. Angelo Castucci reflects on the figure of Don Milani through a research about the Barbiana School in Mugello in Tuscany. He activates collective reasoning with students on the text “Letter to a Professor (Lettera ad una Professoressa)” (1967). Tara Kaboli compares Western and Middle East culture by asking groups of people from both geographies “What does radical mean?” and the artistic group Rhaze reflect visually and conceptually on the political possibilities of the body, of the collective, and questions their freedom of expression. In the exhibition, the value of diversity and collaborative production are to be seen as common traits. The activation of collective practices of production and reflection becomes the sign of an attitude that coud be called “radical” today. The multiplicity of interpretation becomes an aesthetic form, represented by the active participation and knowledge sharing. Milano Radicale does not add, but opens up the term “radical” to the many forms it can take for the generations of yesterday, today and tomorrow. Milano Radicale wants to emphasize on the complexity the term withholds, by liberating it from constrictive ideological structures. The exhibition opening will be followed by a public discussion and performances by Maria Pecchioli and Iacopo Seri. The project will end with an online publication designed by Beto Shwafaty. It will be available from June 2012. The works on show have been co-produced by volunteers who supported the project on http://www.produzionidalbasso.com.

Program

May 15th at 6 pm performance by Maria Pecchioli and the students at the Caravaggio Art School
“Reenactment of Spontaneous Music Concert” is a performance by Maria Pecchioli that proposes the action done by Demetrius Sratos, Patrizio Fariselli from Area in collaboration with Eugene Kelly during the workshop they held at the school of Cinisello Balsamo in 1975. The public is invited to a Spontaneous Music Concert, involving a group of students and 10 kg of apples.The discussion and performance both result to be a reflection on the need and desire to be active as artists within contemporary society and as a analysis of the sense of being radical with the use of languages and  the production of content.

May 15th at 7 pm public discussion with Fernando De Filippi, Paolo Rosa, Giovanni Rubino, Roberto Lucca Taroni and Ugo La Pietra andthe artists of MILANO RADICALE, moderated by Caterina Iaquinta and Aria Spinelli
For the occasion of the exhibition Milano Radicale, Radical Intention in collaboration with Caterina Iaquinta presents a performance by Maria Pecchioli and a public discussion with Paolo Rosa, Giovanni Rubino, Fernando De Filippi, Roberto Lucca Taroni – some of the protagonists of the radical period in Milan from 1973 to 1979 – and the artists involved in the exhibition Angelo Castucci, Tara Kaboli, Maria Pecchioli, Rhaze, Giulia Ticozzi, Claudia Ventola. The public discussion will also see the important contribution of Ugo La Pietra. With the renewed presence of important witnesses and protagonists of the period between 1973 and 1979 in Milan, the public discussion wants be seen as a structured dialogue based on the activation of a common platform. It will be a moment of analysis of artistic production and practice and as well as an analysis on the lack and need to address moments of the historical debate of the period taken into consideration. The complexity of these historical themes can be analyzed through the identification of three key aspects that characterized these events: the influence of ideology that supported the artistic practice, the positive relationship with the social consensus, the relationship between art practices and autonomous political actions. These are prerequisites for an analysis of the artworks on display, their contextualization in the exhibition, as well as the importance of the workshops within their development.Which are the aspects that have been assimilated within this debate? Is there a conceivable continuity between the “doings” over the past twenty years (’60-’80) and contemporary art? Which kind of transformation did the term “radical” under go, from that time until today?

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